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14/09/2014

Mettere a bio il 20% della superficie coltivata dell'Umbria entro il 2020. Una petizione dell'Aiab per spingere sul Piano di sviluppo rurale.

 
Questo il testo della petizione che l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica dell'Umbria ha lanciato in occasione di Festambiente di Perugia (13 - 14 settembre 2014).
 
"Nel Cuore verde d'Italia si sta perdendo la grande opportunità che vede l'agricoltura bio come modello più avanzato che rappresenta al meglio il futuro, nonché una concreta opportunità di sviluppo per l'occupazione giovanile.
Tele questione riguarda tutti i cittadini che con le proprie tasse sostengono e finanziano le scelte di politica agricola. Da sempre i cittadini consumatori non sono chiamati ad esprimere il proprio parere per un settore che incide fortemente sull’alimentazione e l’ambiente. Lo abbiamo sempre detto e non ci stancheremo mai di ribadirlo: il biologico non è semplicemente un metodo di coltivazione e allevamento, ma è un diverso modello di sviluppo che si traduce anche in un rapporto più stretto ed equo tra produttori e cittadini consumatori.
Per questi motivi, come associazione di produttori, tecnici e consumatori di prodotti bio, chiediamo alla nostra regione  di dare maggiore priorita’ all’agricoltura biologica nel piano sviluppo rurale e nelle altre politiche regionali, con l’obiettivo di arrivare al 20% della superficie coltivata, entro il 2020. 
 
Numerosi paesi europei e alcune regioni italiane hanno gia’ fissato questo obiettivo e lo stesso vogliamo anche noi". 


 
presidente dell'AIAB Hanne Marjatta Heliste

 
 
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